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Come la realtà aumentata viene utilizzata nei musei

Il turismo si sta affidando sempre di più alle nuove tecnologie. Un esempio lampante è l’utilizzo della realtà aumentata nei musei.

La realtà aumentata si presta bene ad essere utilizzata nel mondo del turismo in quanto aggiunge informazioni a quello che si ha di fronte.

Negli hotel può essere sfruttata per rispondere a qualsiasi domanda dei clienti, che interessi la vita all’interno della struttura fino alle tipiche domande “cosa fare, dove mangiare, ecc”.

Nei musei, invece, ha un utilizzo ancora più interessante. Infatti, puntando il telefono verso un’opera, si potrebbero avere in un solo posto spiegazioni, informazioni e dati.

Perché, ad esempio, non far raccontare ad un artista la sua stessa opera? In questo modo i musei hanno la possibilità di fornire visite guidate su misura (sceglie il visitatore cosa guardare) e dinamiche.

E così gli animali estinti potrebbero tornare in vita, le battaglie antiche possono essere rivissute, le dimostrazioni scientifiche verrebbero spiegate con esempi concreti e gli affreschi consumati visti come nuovi.

Oggigiorno, la realtà aumentata sta dando la possibilità ai musei statici d’incorporare movimento, dinamismo e interattività per aumentare il coinvolgimento dei visitatori e catturare anche segmenti di pubblico nuovi.

3 esempi di successo dell’utilizzo della AR nei musei

In questi esempi che riportiamo si può vedere come utilizzando un’applicazione i musei “prendono vita”. E così i visitatori, utilizzando la fotocamera del loro smartphone, possono rivivere la storia delle opere, vivendo un’esperienza totalmente immersiva e nuova.

Story of the Forest – National Museum of Singapore, Singapore

Creata dal famoso team collettivo di arte digitale giapponese Lab, Story of the Forest è un’installazione immersiva che trasforma 69 disegni della collezione di disegni di storia naturale di William Farquhar in animazioni tridimensionali, raccontando diverse storie.

The Art Gallery of Ontario, Toronto

Nato da un’idea dell’artista Alex Mayhew, il museo di Toronto ha creato ReBlink, un’innovativa esperienza di realtà aumentata che attinge alle innovazioni della tecnologia per offrire ai visitatori la possibilità di vedere le opere di AGO in un modo completamente nuovo tramite la fotocamera del loro telefono.

Skin & Bones – The Smithsonian Institution, Washington D.C.

La “Bone Hall” (una mostra di anatomia che è stata aperta nel 1881 con il primo museo di Smithsonian) conserva ancora molti scheletri originali, che ora gli ospiti possono ricostruire tramite un’applicazione. E così quelle ossa riprendono vita, raccontando quella che è stata la loro storia.

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