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Realtà aumentata: una strategia di marketing interessante per gli hotel e non solo.

Dal mondo della formazione agli hotel, la realtà aumentata è una tecnologia innovativa e interessante.

La realtà virtuale sembra avere su di sé tutta l’attenzione dei media in questo periodo. Eppure c’è un’altra tecnologia altrettanto accattivante e forse più pratica: la realtà aumentata.

A differenza della prima, di cui abbiamo parlato in questo articolo, la realtà aumentata (AR) utilizza strumenti digitali per offrire un’esperienza interattiva fondata sulla realtà.

Tramite la realtà aumentata vengono proiettate immagini ed informazioni su ciò che si ha intorno, attraverso il telefono o tablet, senza necessità di un visore come con la realtà virtuale (VR).

Dai Pokemon alla Chirurgia, la realtà automentata

… nello svago

Di realtà aumentata si è iniziato a sentir parlare soprattutto grazie al mondo dell’intrattenimento e dello svago.

Come dimenticare Pokemon Go nel 2016? Con i personaggi Pokemon che apparivano nei luogo dove uno si trovava, attraverso lo smartphone. Un altro esempio, invece, sono i filtri di Snapchat, che fanno apparire facce buffe o le orecchie da cane sul proprio volto mentre ci si fa una foto.

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… nel lavoro

La realtà aumentata non è solo divertimento e giochi. Ha anche trovato utilizzo in diversi settori professionali: manifatturiero, medico, militare ed educativo, per citarne alcuni. Queste aziende conoscono i benefici della realtà virtuale, ma tendono ad apprezzare l’AR perché sovrappone il digitale al mondo reale e non lo sostituisce.

Citando un esempio di Tim Bajarin, consulente tecnologico e analista, “i meccanici delle compagnie aeree dovevano tirar fuori giganteschi manuali stampati e dovevano usare una lente d’ingrandimento per vedere la stampa. Questo non è proprio favorevole alla formazione”. Con la realtà aumentata si può vedere nella “pratica” quello che ci si troverà di fronte e come muoversi.

Un altro caso è quello dei medici che, durante il tirocinio, non possono consultare manuali e allo stesso tempo devono operare il paziente nel modo corretto, senza recargli danni ulteriori. Da anni si lavora sui cadaveri, ma le persone che donano il corpo alla scienza una volta morte non sono abbastanza per garantire una corretta formazione delle nuove leve.

Si è quindi trovata un’alternativa attraverso la AR in modo da dare ai tirocinanti una guida di tutte le procedure mediche come se fosse un tutorial. Come indicato nella Harvard Business Review, diverse università stanno creando applicazioni AR per il campo medico. Un giorno un chirurgo vedrà, ad esempio, un eco-cardiogramma sospeso sopra il corpo del paziente con segni e dati vitali sulle caratteristiche dell’aneurisma. E attraverso la AR il chirurgo non dovrà distogliere lo sguardo dal paziente per interpretare le informazioni ma semplicemente avrà tutto a portata di un click.

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Migliorare l’esperienza di vendita al dettaglio tramite la realtà aumentata

Alcune aziende hanno iniziato a investire nella AR per migliorare l’esperienza di acquisto dei loro clienti. Da recenti studi condotti da Gartner, società che si occupa di consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo della tecnologia e dell’informazione, pare che entro l’anno prossimo circa 100 milioni di consumatori acquisteranno tramite la realtà aumentata online e in negozio. Dall’altra parte i rivenditori vedono il potenziale che questa tecnologia offre ed entro il 2020 il 46% dei rivenditori prevede di implementare soluzioni AR o VR per soddisfare i requisiti di esperienza del servizio clienti.

Uno dei punti di forza più apprezzati dell’AR è che aiuterà i marchi a trasmettere informazioni più rapidamente ai consumatori, consentendo loro di prendere decisioni più rapide e quindi non guardare ad altri marchi se non trovano quello che cercano subito.

Nel 2017, Ikea ha introdotto un’esperienza di acquisto AR sulla sua app “Place”, consentendo a un acquirente di vedere un mobile nella propria casa tramite lo smartphone. E recentemente ha aggiornato questa funzionalità, tanto da permettere di riempire un’intera stanza virtuale con i mobili. “L’AR ci consente di ridefinire l’esperienza per la vendita al dettaglio di mobili, nella nostra irrequieta ricerca di creare una vita quotidiana migliore per tutti, ovunque”, ha affermato Michael Valdsgaard, leader dei sistemi di Ikea.

Tra le aziende che hanno mostrato interesse per l’AR si trovano  Zara, Lancôme, Helzberg Diamonds e molti altri marchi al dettaglio che hanno annunciato di volersi muovere in questa direzione.

E negli hotel?

La realtà aumentata si sta diffondendo anche nel mondo dell’hospitality perché consente agli hotel e ad altre attività correlate di migliorare l’ambiente che stanno vendendo e il luogo dove sorge la struttura.

Leggi anche l’articolo dedicato allo storytelling turistico qui!

Infatti, grazie all’AR è possibile dare una quantità maggiore di informazioni, quelle che solitamente i clienti richiedono, direttamente dallo smartphone. La tecnologia della realtà aumentata può rendere molte di queste informazioni prontamente disponibili per i clienti in ogni momento della giornata, migliorando la loro intera esperienza di soggiorno.

Come utilizzare la realtà aumentata in hotel?

Di seguito, alcuni degli usi più efficaci della realtà aumentata visti finora nel settore dell’ospitalità.

1. Camere d’albergo interattive

Quale modo migliore se non utilizzare la realtà aumentata all’interno delle camere? Un esempio di successo è il The Hub Hotel Premier Inn nel Regno Unito, che utilizza l’AR  in combinazione con le mappe sui muri dell’hotel.

Puntando lo smartphone sulla mappa, gli ospiti sono in grado di vedere ulteriori informazioni sui luoghi di interesse locali, migliorando l’uso della mappa stessa e rendendo il soggiorno più comodo e piacevole, senza che le persone debbano chiedere informazioni alla reception.

2. Ambienti dell’albergo

Molti hotel stanno vedendo i vantaggi dell’utilizzo della realtà aumentata per rendere più piacevoli i vari ambienti della struttura. Ad esempio, Holiday Inn ha creato un’esperienza di hotel in realtà aumentata, che ha permesso agli ospiti di puntare il proprio smartphone in determinate stanze e vedere rappresentazioni virtuali di celebrità famose nell’albergo.

Anche Best Western ha sperimentato la realtà aumentata, permettendo ai bambini di vedere se stessi accanto ai personaggi dei film Disney all’interno della stanze dell’albergo.

3. Tecnologia Beacon

Questa tecnologia, che consiste in trasmettitori radio a bassa potenza che sfruttano la tecnologia Bluetooth per monitorare la presenza di dispositivi mobili e dialogano con essi, non è ancora diffusa in Italia ma in America è sempre più utilizzata, soprattutto nell’ambito commerciale e dei musei.

“Si tratta di un nuovo canale di comunicazione mobile, con cui possiamo connettere il nostro smartphone agli oggetti che si trovano attorno a noi, a patto che l’ambiente sia dotato di questa tecnologia”, spiega Gianfranco Fedele, web developer italiano.

Tramite questa tecnologia si consente agli hotel di inviare informazioni ai clienti quando si trovano in posizioni specifiche, tramite i beacon e un’app nello smartphone. Questa tecnologia è potenzialmente preziosa per i proprietari di hotel e stiamo già vedendo esempi della sua efficacia con la catena Marriott.

Infatti, all’interno della sua filiale Starwood Hotels, si è iniziato ad utilizzare questa tecnologia per consentire agli ospiti di aprire la porta della camera tramite il telefono. Oppure si può utilizzare per inviare informazioni e mappe nei momenti opportuni mentre le persone visitano la città (o una particolare stanza dell’hotel).

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