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La pandemia alimenta il boom del viaggio in realtà virtuale

Il viaggio in realtà virtuale: una vacanza digitale

Con i turisti rimasti bloccati per gran parte dell’anno 2020 in mezzo a blocchi pandemici, il viaggio in realtà virtuale è stato il mezzo per potersi godere qualche breve momento di vacanza digitale. Ed è così che è stato possibile vedere l’aurora boreale dall’Islanda e le riserve naturali del Sud Africa.

“È sbalorditivo”, afferma chi ha provato a viaggiare con il visore dalla poltrona di casa, definendo le esperienze di viaggio in realtà virtuale “un vero toccasana per noi”.

I recenti blocchi e limitazioni di viaggio durante la pandemia hanno suscitato un nuovo interesse per esperienze di viaggio virtuali coinvolgenti, che sono diventate più accessibili e convenienti con nuove app e hardware VR.

Anche chi è confinato nelle proprie case può fare una gita virtuale a Machu Picchu, nelle foreste pluviali del Borneo o un viaggio su strada attraverso gli Stati Uniti in una decappottabile.

I dati sull’utilizzo dei viaggi in VR sono limitati, ma gli sviluppatori hanno riscontrato un crescente interesse dopo la pandemia.

“È salito alle stelle”, ha affermato uno dei creatori della piattaforma Alcove VR presso AARP Innovation Labs. Alcove consente agli utenti di visitare luoghi esotici come la barriera corallina australiana o l’isola di Malta, aggiungendo un’esperienza “condivisa” che consente alle persone di interagire e persino “guidare” un membro della famiglia senza le competenze tecniche per navigare in un visore VR.

“Abbiamo sentito molte persone che hanno scoperto Alcove e hanno deciso di acquistare un visore per i loro familiari anziani”. Ciò consente viaggi condivisi anche durante un blocco e altri tipi di esperienze come “giocare a scacchi con qualcuno dall’altra parte del pianeta”.

Un complemento al viaggio reale

Con l’industria del turismo in gran parte penalizzata dall’epidemia di coronavirus, la realtà virtuale è emersa sia come sostituto dei viaggi nel mondo reale, si come complemento per aiutare le persone a pianificare il loro prossimo viaggio.

Gli sviluppatori di app hanno creato una serie di esperienze di viaggio: visitando le piramidi d’Egitto, il Taj Mahal, le savane del Kenya o l’Antartide da un kayak. Gli investimenti provengono da operatori commerciali o organizzazioni come National Geographic o World Wildlife Fund.

Gli utenti possono optare per visori di differente natura, da Oculus di Facebook, PlayStation di Sony o l’economico Google Cardboard. Alcuni head-set costano fino a $ 300 e molte app sono gratuite.

Amy, ad esempio, che vive a Portland, con la realtà virtuale “mi piace passeggiare per la città di mia sorella a Wallingford, in Inghilterra, di tanto in tanto perché non posso essere lì”.

Amy amministra un gruppo Facebook di utenti VR e conferma che ci sono “alcune fantastiche esperienze di viaggio” nella realtà virtuale, che possono essere notevolmente realistiche.

“Una volta mi sono seduta al tavolo da poker VR all’una di notte con un ragazzo in Australia che stava mangiando KFC [pollo]”, ha detto.

Gaming e oltre

Le applicazioni più popolari della VR e AR sono nel mondo del gaming, ma il viaggio in realtà virtuale è visto come un nuovo vettore di crescita.

“Durante la pandemia, quando tutti sono socialmente isolati, può sembrare strano isolarsi ulteriormente per trasportarti da qualche altra parte, ma ci permette di vivere cose che non possiamo sperimentare oggi”, afferma la società di consulenza Techsponential.

Il viaggio in VR ha alcuni vantaggi ma non può essere paragonato a quello reale.

“Con il viaggio in realtà virtuale non puoi gustarti il cibo tipico, ti perdi molte delle esperienze sensoriali e degli incontri fortuiti con la gente del posto”. D’altra parte, “puoi esplorare un museo e averlo tutto per te”, il che potrebbe essere impossibile nel mondo fisico.

Un rapporto della società di ricerca GlobalData mostra che la VR e AR avevano già guadagnato slancio dagli operatori di viaggio e dagli enti del turismo prima della pandemia, per consentire alle persone di avere un assaggio di una destinazione prima di andarci.

L’analista di GlobalData ha affermato che la pandemia potrebbe dare al settore del VR un aumento che durerà anche dopo la pandemia.

“Trascorrere molto più tempo al chiuso con abbondanza di tempo libero, combinato con la voglia di viaggiare, ha significato che gli aspiranti viaggiatori si sono rivolti alla realtà virtuale per riempire un vuoto lasciato dalle restrizioni di viaggio”. La realtà virtuale diventa così un asset importante del processo di visualizzazione e selezione di una destinazione di viaggio da parte dei viaggiatori.

L’adozione diffusa della realtà virtuale per questo tipo di scopo potrebbe essere il passo successivo per questa tecnologia nell’allontanarsi definitivamente dalla sua etichetta di ‘espediente’.

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