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Realtà virtuale e aumentata: cosa ne pensano i big del settore

Qual è l’opinione di Facebook, Microsoft, Google e Apple riguardo a realtà aumentata e virtuale? Come si stanno muovendo in questo settore?

I quattro colossi della tecnologia mondiale hanno grandi capacità di investimento oltre basi di utenti interessanti. Per questo stanno giocando una partita a colpi di visori, ologrammi e applicazioni.

Facebook

Non più solo immagini, condividerete esperienze“. Lo ha promesso Mark Zuckerberg nel 2014 al momento dell’acquisto Oculus Rift, la società più all’avanguardia nello sviluppo di strumenti per la realtà virtuale di allora.

Nell’ottobre 2019, Zuckerberg ha ammesso gli ci vorrà più tempo del previsto per mantenere questa sua promessa ma stanno ancora investendo nel settore. Ed il problema più grande non è legato alla tecnologia ma alla produzione di un visore facile da utilizzare e che sia alla portata di tutti.

A suo favore, Facebook conta di 2 miliardi di iscritti (senza contare i numeri di Whatsapp) ed è uno strumento in continua crescita, soprattutto per reperire e diffondere notizie. L’introduzione della VR è ben vista anche dalle aziende che utilizzano il social network come vetrina pubblicitaria.

Microsoft

Per quanto riguarda la realtà aumentata, è Microsoft che ha compiuto i maggiori investimenti con il sistema Hololens.

Questa tecnologia sta a metà fra Oculus Rift e i Google Glass, in quella che viene definita una “mixed reality“. E il nome Hololens è dovuto al fatto che genera un risultato simile a quello degli ologrammi. Nella pratica, si tratta di un visore che si può indossare ovunque, costituito da lenti semitrasparenti che danno vita a oggetti digitali in grado di entrare nel mondo reale e darci l’illusione di maneggiarli.

L’azienda è arrivata a produrre queste lenti per la realtà mista grazie alle conoscenze in campo sia di hardware che di software. Holografic, il sistema operativo, è un sottosistema di Windows 10, mentre altri investimenti importanti sono stati fatti per il processore grafico che genera le immagini e il coprocessore che serve per gestire i movimenti degli oggetti in relazione alle mosse umane.

Google

Dal Cardboard ai Magic Leap, Google è sicuramente una delle aziende che attualmente investe di più nel settore.

Il Cardboard è una scatola di cartone dentro la quale inserire uno smartphone Android e trasformarlo in un visore per la realtà virtuale. Il prezzo si aggira sui € 2,55 e Google ha stretto un accordo con Mattel per utilizzarlo come base per il View Master, un visore VR dedicato ai bambini.

I Magic Leap, invece, sono un paio di occhiali collegati ad un micro PC che interagiscono tra loro per generare immagini di oggetti 3D, inseriti nell’ambiente circostante.

Gli oggetti proiettati hanno, inoltre, una loro profondità intrinseca e quindi il livello di realtà risulta maggiore rispetto che utilizzando Oculus. Un’altra differenza tra i due visori è legata al fatto che con i Magic Leap è possibile eliminare le interfacce fisiche, proiettando un’immagine su un oggetto esistente e “trasformandolo” in ciò che si vuole.

Apple

Infine, Apple ha deciso di scommettere sulla realtà aumentata. E la conferma arriva direttamente dagli ultimi commenti rilasciati da Tim Cook, il CEO di Apple.

Durante un’intervista ha definito la AR come una parte enorme del futuro della tecnologia, perché diventerà indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Già nei nuovi iPhone si può vedere come la realtà aumentata viene integrata nella tecnologia, ad esempio con l’applicazione che funge da metro. E per il futuro Cook afferma che la AR non isolerà le persone come la VR per cui serve un visore, ma le aiuterà nelle interazioni umane.

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